CARLO PITTARA E LA SCUOLA DI RIVARA

CARLO PITTARA E LA SCUOLA DI RIVARA

Un momento magico dell’Ottocento pedemontano

a cura di Giuseppe Luigi Marini

in italiano
178 pp., 69 tavv. col., 39 ill. b/n, brossura, 220x220 mm

ISBN 978-88-89082-61-4

esaurito

Data di pubblicazione: settembre 2016

Dopo le mostre curate da Giuseppe Luigi Marini dedicate ad Antonio Fontanesi, a L’Oriente di Alberto Pasini e a Giovanni Battista Quadrone, il Museo Accorsi-Ometto di Torino ha presentato nell’autunno 2016 una rassegna dedicata a Carlo Pittara e la Scuola di Rivara, un interessante cenacolo di artisti, di cui Pittara è stata la figura centrale, che si incontravano in estate e autunno nel ridente centro del Canavese, per dipingere (e non solo), tutti generosamente ospitati nella villa e nel castello del colto banchiere-mecenate Ogliani, cognato di Pittara.
Era dal 1942, data della mostra curata da Marziano Bernardi nei saloni della Stampa di Torino, che il gruppo della Scuola di Rivara non veniva indagato da una mostra, e uno studio, significativi.

Agli incontri di Rivara parteciparono, tra il 1862 e il 1880, artisti che contribuirono al rinnovamento della pittura in Piemonte, al passaggio dal romanticismo al realismo, inizialmente osteggiati dalla critica più conservatrice ma presto apprezzati dal pubblico. Affiancarono Pittara i piemontesi Vittorio Avondo ed Ernesto Bertea – che si dedicarono, conclusa l’esperienza rivariana, al restauro architettonico e alla conservazione di monumenti –, Giovanni Battista Carpanetto, Adolfo Dalbesio, Federico Pastoris e Francesco Romero; i liguri Alberto Issel, Ernesto Rayper e Antenore Soldi; i due iberici Alfredo D’Andrade (anch’egli poi assorbito dallo studio e dalla tutela dei monumenti tardo medioevali) e Serafin De Avendaño.

Il catalogo riproduce le sessantanove opere in mostra, accompagnate da un ampio testo critico e dalle schede biografico-critiche dei dodici pittori partecipi della Scuola di Rivara.

Giuseppe Luigi Marini è autore di una ottantina di volumi sulla pittura italiana del XIX secolo e ha curato importanti monografie ed esposizioni sui pittori pedemontani, da Giacomo Grosso ad Andrea Tavernier, da Alessandro Lupo a Cesare Maggi, da Giuseppe Pellizza da Volpedo ad Antonio Fontanesi, da Giovanni Battista Quadrone (di cui ha curato il Catalogo dell’opera) a Lorenzo Delleani, da Giovanni Battista Carpanetto a Matteo Olivero e Vittorio Avondo.
Per oltre quarant’anni ha pubblicato, prima con Giulio Bolaffi Editore, poi con Giorgio Mondadori e infine con Allemandi & C., il Catalogo dei Dipinti italiani dell’Ottocento e del primo Novecento, sul valore di mercato degli autori del XIX secolo. Per la casa editrice AdArte è uscito nel 2014 il suo Dizionario dei Pittori Piemontesi dell’Ottocento.

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